Crudismo vegano – wikipedia what causes staphylococcus

Altri seguaci di diete vegano crudiste sottolineano l’importanza del guadagno spirituale. Ruthann Russo, Ph.D e autore di due libri sulla dieta a base di cibi crudi, dice che il movimento si propone di guardare il cibo come strada, vita, trattamento della terra, il nostro rapporto con gli altri, e la nostra ricerca per la salute fisica, spirituale e mentale tutto globalmente insieme [5].

La cottura dei cibi non risale ad alcune migliaia di anni: fu bensì adottata dall’ homo erectus (da 1,5 a 1,9 milioni di anni fa, a seconda delle fonti), come comprovato fra le altre cose, dal ritrovamento di ossa bruciate nei focolari. La cottura ha avuto un impatto fondamentale sulla dieta dell’uomo, aumentando la quantità e la qualità degli alimenti disponibili e aumentandone la digeribilità (e quindi la resa energetica, particolarmente della carne) [6].


Secondo una recente teoria, ampiamente ripresa in svariati periodici scientifici [7], la cottura dei cibi ha avuto un impatto fondamentale sull’ ominazione, fornendo la disponibilità energetica atta a sostenere l’ encefalizzazione (ossia l’incremento delle dimensioni cerebrali) [8].

Sullo specifico delle diete vegane, che sono fra le varianti più strette delle diete vegetariane, la American Dietetic Association (ADA) nota che i vegani possono andare incontro a carenze di micronutrienti essenziali, quali vitamina B12, vitamina D, calcio, zinco ed occasionalmente riboflavina, tali da rendere consigliabili delle integrazioni.

Ad esempio, la vitamina B12 o cobalamina, la cui natura di vitamina probiotica – ovvero prodotta da batteri – e le molteplici casistiche di assorbimento portano a consigliare una integrazione periodica, da cibi fortificati o integratori vegetali. [9]

I vegani crudisti devono accertarsi di assumere una quantità adeguata di vitamina B 12, perché non è presente in modo affidabile nei vegetali. [10] [11] [12] La mancanza di vitamina B 12 può avere conseguenze serie, come anemia e malattie neurodegenerative. [13] La Vegan Society e Vegan Outreach, assieme ad altri raccomandano che i vegani mangino consistentemente cibi fortificati con B 12 o assumano un supplemento di B 12. [14] [15] [16] Tempeh, alghe, spirulina, cibo organico, suolo e batteri intestinali non sono stati dimostrati fonti affidabili di B 12 per i bisogni alimentari dei vegani. [10] [17] [18]

Sono stati riportati diversi casi di decesso o gravi danni alla salute, causati da malnutrizione cronica o dalla carenza di micronutrienti, in neonati e bambini piccoli rispetto cui i genitori avevano impostato una dieta vegana stretta (comprese casistiche legate a carenze di micronutrienti nel latte materno nel caso di allattamento da parte di madre vegana) [19].

I problemi sopra elencati sono comuni alle normali diete vegane. Inoltre la dietra crudista può comportare dei pericoli di intossicazione alimentare. [20] La cottura è infatti in grado di evitare patologie come la toxoplasmosi e gastroenteriti; essa elimina o rende inattivi diversi microorganismi, alcaloidi tossici e tossine. Fra i microorganismi patogeni resi innocui dalla cottura del cibo si ricordano Entamoeba histolytica, Giardia lamblia, Clostridium botulinum, Bacillus cereus, Salmonella typhi e paratyphi, Staphylococcus aureus. Delle tossine possono per esempio essere contenute dai cereali non cotti, mentre degli alcaloidi tossici si trovano, sempre ad esempio, nelle melanzane.

L’ intossicazione alimentare è un pericolo per la salute di chiunque si alimenti di cibo crudo e l’incremento della domanda di cibi crudi si accompagna a una maggiore incidenza di malattie dovute al cibo. [21] L’intossicazione alimentare attribuito a prodotti crudi contaminati è aumentato dieci volte a partire dagli anni 1970. [22] Insalata, lattuga, succo, melone, germogli e bacche erano i più frequentemente implicati nelle insorgenze. [22]

Molti prodotti crudi da piante sono stati contaminati da microorganismi pericolosi e perfino mortali, [23], compresi il pepe jalapeño e serrano, [23] germogli di alfalfa e altri semi germogliati, [24] [25] cipolle verdi, [26] spinaci, [27] lattuga, [27] succo d’arancia, [28] succo di mela e altri succhi di frutta non pastorizzati. [29] Deficit nutrizionali [ modifica | modifica wikitesto ]

Il Dr. Joel Fuhrman, autore di Disease-Proof Your Child, ritiene che una dieta completamente crudista e vegana potrebbe non contenere abbastanza vitamina B 12, vitamina D e calorie per un bambino in crescita. Fuhrman nutrì i suoi quattro figli con verdure cotte e crude, frutta, noci, cereali, legumi e, occasionalmente, uova. [31]

Uno studio riguardante praticanti di diete vegane crudiste di varie intensità trovò che il 30% delle donne al di sotto dei 45 anni presentava amenorrea parziale o completa e che i soggetti nutrentisi di alti quantitativi di cibo crudo (90%) erano affetti più frequentemente di chi praticava una dieta di cibo crudo più moderata. Lo studio concluse che, poiché molti praticanti di una dieta crudista erano sottopeso e manifestavano amenorrea, una dieta vegana crudista molto stretta non può essere raccomandata a lungo termine. [32] Note [ modifica | modifica wikitesto ]

• ^ American Dietetic Association e Dietitians of Canada, Posizione dell’American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada: Diete Vegetariane, in Journal of the American Dietetic Association, vol. 103, nº 6, giugno 2003. URL consultato il 28 giugno 2008.

• ^ a b S Sivapalasingam, CR Friedman, L Cohen e RV Tauxe, Fresh produce: a growing cause of outbreaks of foodborne illness in the United States, 1973 through 1997, in Journal of food protection, vol. 67, nº 10, 2004, pp. 2342–53, PMID 15508656.

• ^ a b Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Outbreak of Salmonella serotype Saintpaul infections associated with multiple raw produce items—United States, 2008, in MMWR. Morbidity and mortality weekly report, vol. 57, nº 34, 2008, pp. 929–34, PMID 18756191.

• ^ BE Mahon, A Pönkä, WN Hall, K Komatsu, SE Dietrich, A Siitonen, G Cage, PS Hayes e MA Lambert-Fair, An international outbreak of Salmonella infections caused by alfalfa sprouts grown from contaminated seeds, in The Journal of infectious diseases, vol. 175, nº 4, 1997, pp. 876–82, DOI: 10.1086/513985, PMID 9086144.

• ^ Microbiological safety evaluations and recommendations on sprouted seeds. National Advisory Committee on Microbiological Criteria for Foods, in International Journal of Food Microbiology, vol. 52, nº 3, 1999, pp. 123–53, DOI: 10.1016/S0168-1605(99)00135-X, PMID 10733245.

• ^ CM Dentinger, WA Bower, OV Nainan, SM Cotter, G Myers, LM Dubusky, S Fowler, ED Salehi e BP Bell, An outbreak of hepatitis A associated with green onions, in The Journal of infectious diseases, vol. 183, nº 8, 2001, pp. 1273–6, DOI: 10.1086/319688, PMID 11262211.

• ^ a b JC Heaton e K Jones, Microbial contamination of fruit and vegetables and the behaviour of enteropathogens in the phyllosphere: a review, in Journal of applied microbiology, vol. 104, nº 3, 2008, pp. 613–26, DOI: 10.1111/j.1365-2672.2007.03587.x, PMID 17927745.